.
Annunci online

roberto ribeca
scrivimi

12 settembre 2007
Nuova piattaforma
Trasferisco il blog su questa nuova piattaforma, è più funzionale... da oggi qui



permalink | inviato da roberto ribeca il 12/9/2007 alle 8:41 | Versione per la stampa
musica
7 settembre 2007
Di ritorno dalla terra dei lotofagi

 Lasciata con molta sofferenza la "terra dei lotofagi", dove dimentico tutto o, quasi tutto, sento un grande desiderio di riprendere le nostre conversazioni...
Di legna ad ardere ce n'è tanta:
1) la paretcipazione alle primarie  per la costituzione del PD con la lista Bindi;
2) la riforma della politica e del suo linguaggio;
3 la costruzione di un partito nuovo che, attraverso l'attuazione della democrazia sostanziale, permetta l'uguaglianza, la libertà, la solidarietà,e la tolleranza a tutti gli uomini, partendo dalla necessaria difesa dell'ambiente in cui vivono e possono sopravvivere;
4 il sostegno a tutte le speranze... affinchè non diventino chimere...
Questi, e tanti altri argomenti ancora, affronteremo nei prossimi giorni con l'intento di riprendere il disorso interrotto per migliorarlo, completarlo, sempre che sia ancora possibile intervenire nel dibattito politico in corso.
Oggi, però, non voglio parlare di politica.Oggi voglio ricordare Luciano Pavarotti, la cui scomparsa mi colpisce molto perchè con lui se ne va una parte bella di me stessa, quella legata all' amore per la musica lirica e per tutti quegli amici e quei familiari che la musica lirica hanno amato.
Primo fra tutti lo zio Manlio, fratello piccolo di mia madre, a cui devo, non solo la mia educazione musicale, ma anche
una parte importante della mia formazione morale.
Lo zio cantante e filosofo , ma cieco dalla nascita, mi chiedeva spesso di leggergli i programmi di musica lirica sul Radiocorriere per scegliere quelli più interessanti da seguire.
Io gli offrivo con piacere il mio aiuto che, all'inizio, era una  meccanica lettura, ma che, poi, con il tempo diventava conscenza dei nomi dei musicisti, dei cantanti, delle opere, fino a diventare anche capacità di riconoscere i pezzi , le voci... e diventare, anche, competenza critica.
Il clou di questa involontaria , ma sicura educazione, che prevedeva anche delle simpatiche interrogazioni e delle piccole gare, che il più delle volte consistevano nel dovere indovinare un'aria di un'opera intonata dallo stesso zio, consisteva nell'andare al teatro "Vincenzo Bellini" di Catania per assistere e sentire dal vivo un'opera lirica.
Propiro una di queste volte lo zio mi disse molto serio e compunto:"Rosa preparati perchè questa sera ascolteremo un cantante esordiente di rara bravura....un tenore che, alla potenza, all'estensione,alla dolcezza della voce, unisce una originalità di timbro che, una volta ascoltato, non si dimentica più!"
"E tu come lo sai?"- Gli chiesi allora io fra l'interessato e l'ironico.-"Tu sai sempre tutto!"
Prima di rispondermi lo zio si concentrò per dare una risposta adeguata al mio tono un pò impertinente. Poi disse:"Io lo so perchè sono più grande, perchè mi informo e mi informano.....e..poi non mi distraggo come fai spesso tu, quando sentiamo i concerti alla radio!"
Era vero, avevo dieci anni e tutto il diritto di distrarmi, ma non di essere maleducata....anche se  lo zio capiva tutto... Il nostro rapporto era talmente bello ...
Quella sera però, però, rimasi attentissima
.Il teatro mi piaceva in sè, la musica era di Bellini,"I puritani" se non erro, la scenografia magnifica, ed il cantante bravo, anche se io ero più affascinata dalla sua  prestanza fisica valorizzata dal costume seicentesco di broccato nero in cui si stagliava una gorgiera candida.
Mio zio , cogliendo tutte le sfumature dell' interpretazione del cantante, che io non riuscivo ancora a comprendere, mi dava continue gomitate, sospirando piano, piano: bravo, bravo, bravissimo... finchè alla fine dell'aria "A te o cara" esplose in un:" Magnifico, Magnifico",battendo le mani, all'impiedi, come  tutto il resto del pubblico.
L'indomani l'entusiasmo dello zio fu molto criticato da mio padre e dagli altri miei zii.Tutti grandi melomani.
"Manlio appena sente un giovane cantante se ne innamora"...."L'anno scorso si era accalorato per un  tenore di cui non si parla più....Chissà quanto durerà il successo di questo suo nuovo idolo... !
Ma quella volta lo zio Manlio, mio zio Manlio, aveva ragione!
Quel cantante si chiamava Luciano Pavarotti!
Ora, dopo tanti anni,se volessi in qualche modo esprimere un mio parere sull'arte di Pavarotti, penso che al giudizio dello zio di allora: "Una voce potente, di grande estensione, di profonda  dolcezza e particolare originalità ".....potrei aggiungere : una voce intelligente.
Ma è possibile? L'unica cosa che mi sento di fare è piangere.
 Un bacio Rosa
P.S La più bella interpretazione di Pavarotti, penso sia quella di Nemorino nell' Elisir d'amore di Gaetano Donizzetti.
Nemorino è un personaggio , ironico, leggero, frizzante, tanto, tanto affettuoso ed amabile. Un guitto che fra frizzi e lazzi soffre e commuove per amore.Pensate alla stazza di Luciano e alla sua grande arte per   assumere nei modi e nei fatti la lievità di Nemorino. Si trattava, evidentemente di leggerezza dell'essere!

Rosa




permalink | inviato da roberto ribeca il 7/9/2007 alle 9:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
POLITICA
27 agosto 2007
Nugae” locali, ovvero “Habemus aut non habemus leader (il trasformismo ed il ritorno della politica)

Parlare di politica durante l’estate, fra una balneazione e l’altra, è impresa ridicola. Al massimo si possono confrontare i baffi di D’alema con quelli di Clark Cable.
Ma alla fine di una estate tristissima per le fiamme che bruciano la memoria della cultura occidentale e per delitti di giovanissimi che appannano le speranze di futuro, riprendiamo a ragionare di politica ed altro. Bossi le spara sempre grosse, non è l’unico: penso a Berlusconi, Gasparri, Caruso………
Questa politica a responsabilità limitata è possibile, secondo me,  per due motivi:
1)     oggi,  il ridicolo non uccide più ma fa audience;
2)     la memoria, affidata ai computer, non è più prerogativa umana.
Prima di cominciare a parlare dell’evento che focalizzerà attenzione, speranze e passioni : la nascita del partito democratico, per quanto sopradetto, mi sembra utile ricordare,  aggiornare e ricapitolare le poco comprensibili vicende politiche locali.
Intanto è stata registrata, a luglio, un’offensiva balneare forzaitaliota contro il centrosinistra del 13° municipio, con accuse di inefficienza ( mi sembra sia stata usata la parola vuoto per definire l’assenza nel governo della cosa pubblica).
Senza specifiche, concrete e reali contestazioni ne è nato un alterco. L’alterco, condotto con dei media primordiali ( manifesti ), prendeva spunto da precedenti manifesti che rivendicavano trionfalmente le virtù morali della giunta Orneli.  Ma se la polemica politica si riduce a schermaglie intrise di soggettività, immagine ed insulti, il cittadino continuerà a vedere nella politica qualcosa di estraneo alla sua vita e quindi a rifiutarne il costo già di per se scandaloso. Mi sembra più utile alla politica, nel senso che le restituisce concretezza, la contestazione rivolta alla locale amministrazione dal  comitato di quartiere di Infernetto che accusa l’amministrazione del municipio di adottare un criterio insensato e/o interessato nell’illuminare le strade della contrada in questione.
E’ convinzione diffusa di molti politicanti, che la forza di persuasione del messaggio politico, oggi,  non si fonda sulla qualità delle realizzazioni , sulla bontà delle idee, sulla perizia del governante (insomma sul contenuto del messaggio), ma si affida quasi esclusivamente alla qualità e quantità del mezzo che comunica (sia esso manifesto o televisione).
Insomma  il tema di tornare dall’immagine alla sostanza delle cose che interessano i cittadini, dal mondo virtuale a quello reale direbbero in una  impossibile sintesi corale Aristotele e Mc Luahan, riguarda la politica locale e non.
Nell’enigmatico 13° municipio vale la pena di gettare uno sguardo retrospettivo sul percorso dei DS verso il partito democratico, al fine di rendere più chiaro e convincente quel percorso. 
Nei DS 13°, c’è una situazione di difficile interpretazione a seguito del congresso dell’Unione.  L’impressione è stata quella che nel congresso DS un puro gioco di potere, a cui hanno fatto da sfondo idee indistinte e confuse, ha offuscato l’importanza e la profondità di una scelta che a livello nazionale ha chiaramente prevalso. Una maggioranza locale che ha vinto di una incollatura, formata da coloro che al congresso hanno contrastato l’opzione del Partito Democratico (Angius+Mussi per dirla in termini da esperti) , ora dovrebbe intraprendere un percorso politico avversato duramente fino a qualche settimana prima.
Per questo, definirei, la nuova maggioranza dei DS in 13°, effimera, e trasformistica e  che, paradossalmente,  renderà più debole l’attuale presidente del municipio uscito “vincitore”come leader della Mussi, al congresso.
Effimera, perché il nuovo segretario, DS, è stato eletto per un voto e colui che lo ha espresso  subito dopo ha aderito ad altro schieramento politico, avendo reso pubblica la sua adesione alla sinistra democratica. La conclamata nuova maggioranza o è già svanita o è politicamente equivoca.
Trasformistica, perché è formata da coloro che qualche giorno fa hanno sostenuto la loro totale contrarietà al partito democratico e che oggi proclamano la loro fede assoluta nel partito democratico e, per giunta, lo fanno escludendo dalla direzione DS quella metà del partito che rappresenta l’opzione di maggioranza nazionale favorevole al PD.
Orneli, novello Pirro,  smentendo se stesso ha tentato di azzerare quel gruppo dirigente che tenendo uniti i DS e costruendo solide alleanze politiche nel centrosinistra aveva sconfitto il centrodestra e portato lui stesso alla presidenza del municipio 13°. Le conseguenze del nuovo assetto confuso e precario, valido fino al 14 ottobre, data in cui nascerà il partito democratico dalle ceneri dei vecchi partiti,  hanno immerso la politica locale in un clima simile a quello di “La secchia rapita” , il poema eroicomico di Tassoni che racconta la guerra fra Modena e Bologna per un vecchio secchio. .  In questo caso la secchia rapita è la segreteria DS che solo unita avrebbe avuto un ruolo credibile nel sostenere la  costruzione del partito nuovo e che comunque ha una durata limitata a meta ottobre (nascita PD).
Intanto nell’orizzonte politico nazionale, le candidature di Veltroni, Bindi e Letta  alimentano e vivacizzano la democrazia con un confronto, si spera, sempre più vero e capace di suscitare passioni, di superare appartenenze e scoprire nuove ricette ai mali della politica.
Ma anche  in 13° municipio qualcuno ha reagito alla decadenza della politica . Come nei film in cui “arrivano i nostri” all’ultimo istante, la sezione con il segretario più giovane e con il gruppo dirigente più ricco di storia e tradizione , la sezione di Ostia Antica, ha effettuato un’operazione che ha rimesso la politica al centro ed ha restituito protagonismo e credibilità al ruolo dei DS nella costruzione del Partito democratico.
Con un sapiente mix di tradizionale passione ideale e di rinnovamento generazionale impetuoso e generoso, ha costruito e diretto una straordinaria festa dell’Unità.
A partire dal 28 agosto nella Pinetina di via Pietro Rosa, ad Ostia, di nuovo i giovani della sinistra giovanile offriranno un terreno per discutere sulla genesi di un nuovo soggetto politico.
Spero che sia presente una domanda : il partito democratico, travolgerà l’esistente o lo ingloberà ? Sarebbe un guaio portare dentro il partito democratico le contraddizioni della vecchia politica, quelle contraddizioni che sono il segno di una agonia delle vecchie organizzazioni. (continua con “ Perché Rosy”).




permalink | inviato da roberto ribeca il 27/8/2007 alle 12:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
sentimenti
25 luglio 2007
lettere di luglio III




..."Drieto alla verità effettuale della cosa, che all' immaginazione di essa"....!
Siamo d'accordo, non solo con Machiavelli, autore di questa frase, ma anche fra di noi!
Vogliamo essere concreti, realisti, possibilmente operativi, senza lasciarci trasportare da modelli di società "meravigliose", ma inesistenti!
Proprio per questo, però, dovremmo approfondire la conoscenza della realtà sociale che ci circonda, alla ricerca di quel tessuto connettivo che può giustificare la nascita di un partito che interpreta vasti, vastissimi interessi, e, quindi, può proporre riforme condivisibili.
Proprio per questo l'articolo di Amato sui collanti sociali( non è detto che siano ideologici! ) mi era sembrato un contributo serio per uscire dall'"impasse"dei programmi ecumenici, onnicomprensivi, vagamente interclassisti che si sentono in giro  sul PD e parlare di cose concrete!
Perchè vedi anche io, come la first lady, ho una parrucchiera che fa domande e pretende risposte!
Tu dici che, per superare la frammentazione e i microegoismi sociali, basta un partito di massa che proponga il bene comune ( a parte il fatto che questo bene comune evoca tante brutture fatte in suo nome ), ma qual è il bene comune, comune a tutti?
Io un'idea ce l'ho......ed anche tu ce l' hai....il tuo  bel testo l' adombra!
E' un'idea che non nasce da astrazioni, ma da una disamina dei problemi dell'uomo, partendo dall'osservazione della sua essenza per potere ipotizzare la sua esistenza...
Anzi ( e così la finiamo con le accuse di ideologizzare... come se fosse un delitto) più che un'idea è una necessità, un' urgenza comune a tutti, perchè afferisce alla possibilità di sopravvivenza dell'uomo sul pianeta!
Questa idea, s' è ormai capito, è la difesa dell'uomo nel suo ambiente!
Per ora non ti dico altro. Se sei d'accordo, dopo la tua risposta, vedremo come sviluppare questo argomento.
Oggi per chiudere vorrei commentare la festa di ieri, durante la quale si è riunita la corte delle dame e dei cavalieri della sezione che non c'è!
Che abbondanza di doni, che tripudio di giochi e madrigali, e a tavola, quante cortesie da desco... Claudia, lasciato momentaneamente, lo scettro del potere, emana intorno effluvii di potenza.
 Luciano liberato, per una sera, dai vincoli della dieta,"nel vino ha fede e crede che sia salvo chi ci crede".
Rorò dall'alto della sua maestosità, dispensa auguri, grazie e delizie anche se ha gli occhi di una principessa triste.
Piero si spoglia delle  vesti del satiro e si lascia, mollemente, corteggiare dalle amiche.
Paola per un pò dismette l' operatività ed , anche se con la mente continua a progettare eventi, sorride, sorride, sorride.
Isabella, dentro il profondo dell'anima, elabora le esperienze degli altri per farne, un giorno,un romanzo.
Attilio la invola e con lei  vola  verso Nord.
I festeggiati sono circonfusi da gioia e  luce che, altruisticamente, rimandano agli ospiti .
Intorno il coro di tanti altri amici, sullo sfondo la voce della Turner, in alto nel cielo un quarto di luna, mentre Venere ascende... !
Se non è stata felicità , poco c'è mancato... e quello che è mancato arriverà con le vacanze , il cui vuoto di occupazioni permetterà all'ozio, padre di tutte le virtù, di dispiegare le sue potenzialità e permettere ad ognuno di superare i rovelli e realizzare i sogni .
Buone vacanze: Rosa


Cara Rosa
Anche se lo stracitato  K. Kraus dice "Le conversazioni dal parrucchiere sono la prova inconfutabile che le teste sono fatte per i capelli",  penso che tu e  Flavia Prodi  fate bene a parlare con la parrucchiera; credo sia bene parlare con tutti ed ovunque di politica. Parlare delle questioni pubbliche  è l'anima della democrazia e  non permette che i nostri rappresentanti nel deserto della partecipazione divengano specialisti del comando e della costruzione di consenso, il che, purtroppo non raramente,  prelude alla corruzione. A proposito della funzione dell'intellettuale nelle società globalizzate, riflessione che ti avevo proposto in una precedente corrispondenza : oggi che siamo aggrediti da una comunicazione di massa, superficiale e frastornante, direi che  chi ha strumenti critici, ha il dovere di essere avanguardia nella informazione ed analisi sulle grandi questioni che la globalizzazione e la rivoluzione tecnologica pongono all'umanità. Perciò sottolineo e condivido una vittoria nella battaglia per i diritti civili.  Anche da questo blog abbiamo lottato per l'assoluzione del dott.Riccio, l'anestesista di Welbi. Il GUP con l'assoluzione piena, ha  confermato anche il diritto di rifiutare una terapia. Insomma una vittoria legale e di opinione che apre la strada al testamento biologico. 
Ma mettiamo momentaneamente da parte l'ambiente, l'uguaglianza nelll'accesso alle moderne tecnologie, il "collante" della laicità per tenere insieme società smpre più multietniche, l'orrore della guerra che appare così lontana e solo virtuale.......insomma i grandi temi  senza i quali si perde la percezione del "bene comune" e la politica diviene solo interessi ed i nostri rappresentanti rispondono solo a domande corporative sempre più personali e quindi paraclientelari...
Grazie ! Grazie a tutti per la festa! Da parte di Caterina e mia. Aggiungo a coloro che tu hai nominato che sono le nostre colonne organizzative , gastronomiche e, sopratutto, affettive. - con loro abbiamo condiviso e condivideremo amicizia, passione politica e  vita - tante altre splendide persone : le laboriose e silenziosamente amorevoli sorelle della festeggiata Caterina  ; la bellezza d'oriente accompagnata dalla saggia arte del suo compagno; le gentili fanciulle del giardino degli Antolini ; la young   lady, Paola; la indimenticabile maestra del dolce ed il suo sposo da cotante figlie sciolti;  il leader che viene dal futuro con la deliziosa lavoratrice della griglia  e con  la vigile madre; colui che da spesso immagine e colore alle comuni idee, con la sua luminosa moglie; l'amico vagante e riflessivo e la sua dolce e fida consorte; ed altre coppie fra le qualii non so a chi dar la palma della più gradita e più giovane. Voglio nominare per ultime, last but not the least, la regina della madia che la domenica non solo un desco maestoso apparecchia ma con l'assente filosofo amico lo spirto ci pasce, e la gentile donna che deposta la squadra, di colori la casa di Caterina allieta. Qui mi fermo ! Ho incautamente raccolto la sfida della magnifica Rosa per completare il, da lei iniziato, "Trionfo di Bacco ed Arianna" tale è apparsa la festa da lei descritta(ed io sto a mio agio nei panni di Bacco) Dovrei nominare tanti altri cari, allontanati da noi a causa di crudeli vacanze, ma vi basti sapere che  dove non arrivo con le parole, io e Cate arriviamo col cuore
Ciao e buone vacanze a tutti sopratutto alla mia amica di penna Rosa che finemente  ha iniziato,magnifica a raccontar della festa  ove
come nella vita "chi vuol esser lieto sia, di doman non v'è certezza"
Roberto




permalink | inviato da roberto ribeca il 25/7/2007 alle 14:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
diritti
25 luglio 2007
articolo 32 della costituzione italiana

1947 - dall’articolo 32 della costituzione italiana
[...] Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana [...]

23 luglio 2007: Il GUP di Roma ha prosciolto con la formula “il fatto non costituisce reato”, Mario Riccio, medico anestesista di Pier Giorgio Welby, dall’ipotesi di “omicidio del consenziente”.
Per la sentenza Welby aveva quindi il diritto di chiedere l’interruzione della ventilazione meccanica ed il medico aveva il dovere di assecondarlo.
La sera del 23 luglio 2007 Giovanni Nuvoli, paralizzato da 4 anni perché affetto da Sla, si è spento con il respiratore funzionante a seguito di uno sciopero della fame da lui intrapreso. Si è lascito morire perché lo stato non gli ha dato la possibilità di morire dignitosamente.
nessun commento




permalink | inviato da roberto ribeca il 25/7/2007 alle 10:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
22 luglio 2007
lettere di luglio II




La democrazia liberata, un sintagma di nuovo conio, che potrebbe diventare il titolo di una nuova rubrica a cui tutti i compagni che lo vogliano, possano partecipare.
Mi piacerebbe dare l' abbrivio, riprendendo alcuni punti di un'intervista rilasciata da Luciano Amato al quotidiano La Repubblica, il giorno 18/ 07/07, s ul significato della partecipazione democratica alle primarie per la formazione del PD.
Non è la pluralità delle liste, dice Amato, e nemmeno la varietà dei programmi, presentati dai candidati, a permettere la costruzione di un partito democratico, ma la capacità di  trovare i legamenti sociali che permettano di fare le riforme .
Per fare le riforme, infatti, è necessario che tutti le condividano, e perchè tutti le condividano, è necessario trovare un collante che unisca   le diverse istanze del popolo,   mettendo d'accordo vecchi e giovani, lavoratori e datori di lavoro, cattolici e laici,etc,etc.. 
Bene! Bravo! Ho detto a me stessa, leggendo l'articolo!Finalmente cominciamo a ragionare e cercare una linfa unitaria che faccia prendere corpo a questo partito-contenitore, evitando che, attraverso le varie candidature, affiorino interessi contrastanti che potrebbero esplodere- come sta succedendo all'attuale governo Prodi- o alimentare  correnti, interessi corporativi e via dicendo.....
Ma, poi, riflettendoci meglio,mi sono chiesta cosa fosse questo benedetto collante!
Che i legamenti sociali adombrino i patti patti sociali di cui ha parlato anche Veltroni, mi sembra sia abbastanza chiaro.
Il problema è quello di  capire quali potranno essere i  collanti che uniranno le parti che contrarranno un patto, sapendo che i collanti  rimandano agli obiettivi e gli obiettivi alle finalità!
Qui ci vorrebbe un' idea! E sì ci vorrebbe proprio un'idea ....non da mangiare, ma da piantare e coltivare perchè ne nascano anche delle altre!
Perchè per quanto tentiamo di analizzare pragmatisticamente, realisticamente ed anche laicamente la questione i collanti non li troviamo.....eppure li dobbiamo scoprire ,cercare. inventare,....ideare forse?
Non mi direte che il collante che unisce operai ed industriali è la produzione o, peggio, ill mercato......( almeno i fascisti dicevano che bisognava lavorare e produrre per i superiori interessi della Nazione....era un obiettivo più nobile!)
Non mi direte che bisognerà aiutare gli altri per amore del prossimo....( almeno i cristiani hanno sempre indorato l' altruismo con la promessa dell'immortalità dell'anima!)
E non si può certamente pensare ad una solidarietà che non affondi le radici nella rete protettiva dello Stato sociale, ma per questo ci vuole il Socialismo!
Cosa saranno allora questi legamenti sociali necessari per fare e fare accettare le riforme? 
Ci vorranno delle idee.......ma queste ide non somiglieranno a quelle altre che unite insieme formano le idelologie?
Io un' idea cel' avrei. Te la dico la prossima volta.
Rosa ultima

Cara Rosa,
iIl programma maoista di rieducazione degli intellettuali non funziona più !. Fra te ed Amato avete fatto un bel casino. Ho letto anche io l'intervista di Amato e.......mi ha fatto venire in mente una battuta di Oscar Wilde : "Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola di quel che dico".
Io tenderei a semplificare abbandonando la ricerca di collanti ideologici per una ricerca del bene comune in una società come la nostra, divisa da tanti interessi particolari e stordita da valori illusori. Essendo spariti dalla scena i partiti di massa e con loro il senso dello stato e del  bene comune, la politica tende sempre più a rappresentare la frammentazione ed i microegoismi .Da qui la necessità di ripartire dal partito democratico, un moderno partito di massa, per ridare alla politica la sua antica mission : salvare l'uomo terreno da se stesso, tradotto oggi in questione ambientale e futuro per le nuove generazioni..........ma non vorrei farmi risucchiare nella pesantezza di un  discorso enciclopedico.Aggiungo soltanto che lo stato sociale va rivisto in funzione delle due questioni fondamentali predette.
Mi parli poi di operai. Jacques Prevert diceva "La differenza tra un intellettuale e un operaio?L'operaio si lava le mani prima di pisciare e l'intellettuale dopo" : Lo diceva per ironizzare sulla distanza sociale fra due categorie ma nello stesso tempo ci diceva che pari era il peso politico fra chi pensa e chi è/era classe generale. A questo proposito ti pongo due domande intellettuali doc, sperando che la tua idea "prossima" mi dia delle risposte :
1)L'operaio è ancora classe generale nel senso marxiano?
2) L'intellettuale engageè esiste ancora ? (se lo chiedono in Francia nell'era Sarkozy)
Per finire e per farti un pò arrabbiare rispondo alla tua citazione del cristiano amore per il prossimo con una citazione celeberrima di un pensatore liberale, A. Smith "Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo la cena, ma dalla loro considerazione per il proprio interesse"
Un bacio fraterno e resto in attesa, Roberto



permalink | inviato da roberto ribeca il 22/7/2007 alle 19:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
POLITICA
18 luglio 2007
Il Tasso e la democrazia liberata
 

“Mentre sono in tal rischio, ecco un guerriero
(che tal parea) d’alta sembianza e degna;
la tigre che su l’elmo ha per cimiero,
tutti gli occhi a se trae, famosa insegna;
insegna usata da Clorinda in guerra;
onde la credon lei né l’creder erra.”

Così Torquato Tasso introduce nel suo poema la sfortunata vergine guerriera Clorinda, che morrà uccisa in duello dal suo amato ed ignaro Tancredi.
Oggi anche, nella politica italiana, il coraggio è femmina ed il Tasso sceglierebbe per sua eroina Rosy Bindi 
Rosy ha forse ridato un senso alle altrimenti asfittiche primarie per l’elezione del segretario del nuovo partito democratico. Mentre, con la tremarella alle gambe,  leaders ulivisti con attributi maschili hanno desistito dalla competizione con Veltroni, l’uomo della Provvidenza, il più insidioso degli sfidanti per Berlusconi, adducendo non la paura della sconfitta ma incomprensibili motivi derivanti da logiche di apparato, Rosy la temeraria ha gettato il guanto della sfida. Così Rosy conferma quello che disse K. Kraus  “Essere uomini è uno sbaglio” e smentisce quel trombone di Aristotele quando dice: “La donna è un uomo inferiore” Ma mettendo da parte le citazioni scherzose Rosy ha compiuto comunque una benemerita azione impedendo che il leader di un partito democratico venisse eletto, anzi incoronato, come un re.
Sarà un arricchimento del dibattito quello che i neocandidati apporteranno competendo in solidarietà col ticket Veltroni-Franceschini.
Rosy, e gli altri che si candideranno, impediranno , non solo che si materializzi l’incubo parisiano del plebiscito, ma che le primarie divengano ratifica di quello che rischiava di apparire un ticket frutto di accordo fra apparati. Ora il confronto di idee, nel deserto attuale della politica, sarà vitaminizzato e la partecipazione alle primarie riacquisterà senso.
Aggiungiamo che mentre infuria il dibattito sul fondoschiena femminile, ingrediente fondamentale del successo, delle donne italiane(di questo parlano i quotidiani), Rosy ci ha mostrato da donna autentica e non siliconata, vere virtù universali :coraggio ed intelligenza
Onore al cuore della Bindi, onore al femminismo elemento determinante nel PD. Un femminismo quello di Rosy più arduo perché cattolico, ma ricordiamoci che la prima femminista a bruciare il reggipetto è stata Giovanna d’Arco.




permalink | inviato da roberto ribeca il 18/7/2007 alle 8:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
POLITICA
18 luglio 2007
lettere di luglio




Dopo aver appeso le cetre alle fronde dei salici per abbandonarci al sentimento che , come amici, ci unisce nella gioia, ma anche nel comune patire, riprendiamo le nostre , spero piacevoli, conversazioni.
Dopo il bagno popolare del festival dell' Umidità, alcune cose appaiono più chiare,dolori "romantici" permettendo.
1) La grande voglia della gente, di partecipare alla politica, non si limita solo al desiderio di esserci e di contare, ma a quello di esserci e contare per risolvere i problemi del paese.
Nella speranza di raggiungere questo obiettivo la popolazione è disposta , a mettere (momentaneamente, ma non a cancellare!) da parte le ideolegie che, spesso, hanno rallentato la realizzazione di importanti progetti sociali, fornendo alibi ai professionisti della politica che hanno sguazzato nell'immobilismo. Ma la popolazione si aspetta fatti concreti.
2) E' necessario stabilire gradualità e priorità nell'affrontare i problemi, ascoltendo i veri bisogni del popolo:  per fare questo bisogna liberare le istanze popolari da tutte le  incrostazioni prodotte e indotte dal condizionamento assordante e martellante dei media.
La  gente,in sostanza, dovrebbe essere educata e cominciare a capire cosa le serve davvero, saperlo esprimere, e, poi, lottare per ottenerlo!
3)Fondamentale è, anche, costruire programmi credibili che, pur non perdendo l' afflato ideale, garantito dalla gradualità e dalla definizione delle priorità , possano essere mantenuti.
MoIti si chiedono quanto del progrmma dell'Unione si sarebbe potuto realizzare con una maggioranza più ampia .Molti hanno capito.....ma molti sono delusi e continuano a perdere fiducia in un governo che non riesce a mantenere le promesse!
Ora, a ben vedere, mi sembra che, tutta questa messe di speranze, di volontà di partecipare ed anche di appoggiare i propri  candidati , di mobilitarsi e di fare lavoro politico, sia nelle mani delle avanguardie (sia che provengano da apparati politici o da altri settori della società), che già ci sono ed è inutile non riconoscerlo!
 Di fronte a questo piatto pieno di varie primizie, come quello della "satura" offerto dai latini agli dei per propiziarseli, bisognerebbe assumere un atteggiamento di grande umiltà e farne un uso proficuo accogliendo, guidando ed orientando tutti quelli che lo chiedano ,  previa la frana di qualsiasi progetto democratico e la sua implosione sulle ceneri dell'impotenza.
Alacrità, generosità, entusiasmo, grande passione sono i forti stimoli che hanno animato questo festival......... sicuramente il migliore di questi ultimi dieci anni.
Se volessimo  riassumere tutto in una parola, potremmo sceglierne una semplice, ma magica, nello stesso tempo, come la vanga che quel famoso  padre della leggenda, lasciò in eredità ai figli perchè, lavorando, vivessero ricchi e felici....questa parola è: MOTIVAZIONE!
Con essa si potrà fondare un grande partito.....senza....si fonderà, solo, un altro partito!
Ciao

Cara Rosa,
sono d'accordo: E' stata una grande festa dell'Unità quella di Ostia Antica. Un vento forte di aria fresca e pulita Tanti giovani con le loro speranze  e noi con la paura che restino delusi da una politica incapace di rinnovarsi e di guardare lontano, verso il futuro.
I giovani hanno conferito alla festa un clima gioioso con poco politichese e tanto entusiasmo genuino per le idee belle, anzi, mi spingo a parlare in femminese, ci hanno dato una "energia positiva". Personalmente ho ricevuto una spinta alla partecipazione, ad uscire fuori dall'uggia della desolazione locale e........"il mondo è fuori squadra: che maledetta noia,essere nato per rimetterlo in sesto" (Amleto) Mi viene in mente questa citazione pensando che noi post-comunisti abbiamosempre questo smisurato protagonismo ereditato dal PCI, che su questo costruì una formidabile militanza e partecipazione. Ebbene ho rivisto nell'entusiasmo dei giovani questo stesso germe. Sarà il partito democratico? Sarà il veltroniano patto generazionale? Sarà il referendum elettorale, incompiuto eppure solido come strumento per bonificare la palude politica italiana? Non so ! Ma, tornando alla festa , è un un punto fermo da cui ripartire. Come trasformare "l'energia positiva" trasmessaci, in azione politica hic et nunc (voglio dire a settembre)?
Tu dici, che la popolazione è disposta a mettere da parte le ideologie per ottenere la realizzazione di concreti progetti sociali: Spero che sia vero e che la tua affermazione in realtà non nasconda due identificazioni: Rosa = popolazione e progetti sociali=ideologie.
Nel senso che la popolazione di cui parli è Rosa che si fa l'autocritica sugli eccessi di "fede ideologica"e recupera se stessa ad una politica laica. Religione ed ideologie, con i loro assolutismi, sono stati e sono pericolosi per  la democrazia. Per quello che riguarda la seconda identificazione, la storia ci insegna che rigidi e fallimentari progetti sociali sono stati la concretizzazione di ideologie totalitarie (penso ad U.R.S.S. e Cina e.....)Come, tu sai non vedo progresso futuro se non dentro una società aperta nel senso popperiano.......-ma il mio scritto sta diventando pesante, non si addice all'estate. Prima di troncare però direi che i giovani stessi sono le motivazioni su cui costruire(tentare di costruire )il partito democratico. Su questo continueremo a scriverci e sarà preziosa la tua esperienza  per la ricerca di un linguaggio comune coi giovani. Una lunga esperienza anche se "una fanciulla simile a te per sapienza mai- credo -vi sarà sotto la luce del sole" 
cara amica, ciao Roberto



permalink | inviato da roberto ribeca il 18/7/2007 alle 8:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
10 luglio 2007
Habemus leader 2 : (la conversione)

 

Dice Oscar Wilde che la bugia nasce quando la scimmia nuda, l’homo sapiens, inizia la vita di società. Gli aforismi di O.W. sotto una apparente frivolezza si rivelano terribilmente profondi e  veri. Se il dandy irlandese fosse vissuto oggi e ad Ostia avrebbe detto che nella vita politica la bugia cresce e si corrobora.
L’argomento, burlesco, è la conversione sulla via di Torino al partito democratico del più leader de tutti. Il nostro avrebbe proclamato con uno studiato colpo di scena che aderirà alla leadership del partito democratico. Non si iscriverà quindi, come i comuni mortali al partito democratico ma se ne autoincoronerà re.
Le cronache narrano che recatosi a Torino per ascoltare il discorso di Veltroni sulla via del ritorno (o dell’andata?) si sarebbe convertito. Il travagliato approdo sarebbe stato rivelato con lo strumento più antiveltroniano esistente: lo spot giornalistico.(anche oggi apprezzo il coraggio di Veltroni quando scagliò la sua battaglia perché le nostre emozioni non venissero interrotte da spot pubblicitari durante la visione di film).
Il nostro leader invece ci vuole emozionare con lo spot. Fra cartelloni pubblicitari, prime pagine, e trasmissioni televisive, lo spot: punto di arrivo consequenziale di una riflessione interiore.
Dunque è abiura sofferta, spontanea ed in 24h. Ed in diretta, per giunta, annunciata al pubblico, ai lettori agli appassionati di illusionismo. La battaglia congressuale in difesa degli ideali che più a sinistra non si può, gli argomenti supportati da un vistoso marxismo da sagrestia, tutto è sacrificato alla nuova fede.
Tradimento a Mussi ma fedeltà a se stesso.
Riflessione mia: Più la politica diventa leggera, più vuole essere considerata pesante (essere presa sul serio).
Riflessione di O.W.: E’ assurdo classificare la gente in buona e cattiva. Vi è la gente piacevole e la gente noiosa.

continua da: Habemus leader 1: (i costi dell'immagine)




permalink | inviato da roberto ribeca il 10/7/2007 alle 11:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
5 luglio 2007
L'anima delle donne




       Caro Roberto
Tu persisti nelle lusinghe, indicandomi sentieri meravigliosi, volanti e distanti dalle note vie percorse da tutti....mentre io mi attardo a deificare la ragione sorvolando su i suoi limitati confini che escludono , forse, il meglio della vita.....tu, caro amico, governato dalla Musa della mestizia, mi superi in struggente ardimento, mi inviti a deliri consapevoli, perchè sai che la meta della ragione è sempre : la Follia!
Non mi spingere, però nel lupanare della politica locale....non mi servono categorie politiche ,, nè etiche per definirla......penso che sia assolutamente mostruosa!
Per ritornare all'aiuola terrestre he ci fa tanto vili , ma anche tanto attivi ed operativi,  voglio sottoporre alla tua attenzione le domande più frequenti che mi sono state poste sul PD:
1)Dove si collocherà in Europa?
2)Che fine farà l'identità socialista?
3)Come si potranno  moralizzare le organizzazioni di partito?
E..... finalmente: quali saranno i contenuti  di questo partito.....solo questi ci permetteranno ci uscire dall'effiro frastornante rumore dei comitati elettorali.
Per ora   taccio, ma se tu parlassi....mi daresti pace!
Rosa

       Cara Rosa
diceva Karl Kraus:
                                    2    ______________                     2
"L'anima delle donne =  x + V  31,4 - 20 + 4,6   - (4  x  2) + y  + 2x
                                  ------------------------------------------------------------------  - 0,53 + 0,47
                                               (x + y)  - 3,8 + 6 - 6,2
 
Probabilmente Kraus pensava le donne come misteriose, enigmatiche  e calcolatrici, e non credo sia l'unico a pensarlo. Per rispondere a chi chiedeva lumi sull'aforisma,ripubblicò l'equazione che non ha un senso scientifico ma solo calcolatorio.
Nella tua epistola precedente all'inizio mi parli della ragione come ne avrebbe parlato Voltaire e compi una deviazione verso la follia non so se Erasmiana o Freudiana. Mi arrendo! misteri di donne. Cedo la risposta alla ironia di Kraus.
In risposta alle tue domande "dirotti che molto già ne parlammo" e che io riformulerei le prime due  così:
1) Dove si collocherà il socialismo?
2) Che fine farà l' Europa?
Ritengo, dovrebbe essere evidente per tutti, che la domanda importante e drammatica è quella sul futuro dell'Europa che forse in se contiene anche una risposta su come proseguirà l'esperienza dei socialismi che tanta storia hanno determinato in Europa.
Per quello che riguarda l'identità direi con Nietzsche "Siamo quello che diventiamo" I valori del socialismo sono divenuti coscienza e vanno declinati con la realtà dell'oggi. Per esempio una domanda per te : "Come tenere insieme oggi socialismo ed ambiente?"
Rispetto al lupanare locale: non conviene fuggire. Conviene anche qui sperare nel veltro che possa cambiare la locale realtà :"questa bestia per la qual tu gride.......ed ha natura si malvagia e ria,che mai non empie la bramosa voglia, e dopo il pasto ha più fame che pria "
un augurio di pace provvisoria
ciao Roberto




permalink | inviato da roberto ribeca il 5/7/2007 alle 10:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
  
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte